Starci vicini nei giorni della didattica a distanza

Ricominciamo a scrivere, dopo molto tempo. Dopo molte emergenze e ordinanze, dopo molto lavoro per far fronte a questa situazione nuova per tutti… ma senza esserci mai fermati. Se all’inizio era difficile organizzarsi, piano piano abbiamo scoperto un modo nuovo per starci accanto, per crescere e per imparare. Insieme. Nessuno ha mai affrontato questa situazione, troviamo assieme la strada, piano piano, un giorno alla volta, valorizzando le risorse di ciascuno e sostenendo chi è in difficoltà.

Abbiamo visto le famiglie riorganizzarsi completamente per assicurare spazi e mezzi ai figli e a chi lavora da casa, abbiamo visto gli insegnanti andare a cercare ogni alunno, telefonando per avere notizie, per sostenere, per aiutare. Abbiamo studiato in video conferenza, con le schede, gli schemi di lezione, le mappe concettuali, le spiegazioni registrate, le tesine, gli esercizi… Abbiamo imparato a contare di più gli uni sugli altri, le famiglie sono diventate tutte parte del corpo docente… chi lavora fuori casa ha coinvolto anche i nonni e qualcuno, per aiutare, ha attivato anche una disponibilissima amica di famiglia!

In realtà questo modo di lavorare non è una novità: si chiama sussidiarietà. È il modello proposto dalla Chiesa per garantire equilibrio nelle politiche di tutti i livelli della società. Nella Dottrina Sociale c’è scritto che la sussidiarietà tutela tutti dalle derive anarchiche e autoritarie: in pratica è il sistema liberatorio per eccellenza, dove nessuno è solo, tutti sono valorizzati e a nessuno viene imposto un carico eccessivo.

Di certo, non è scontato entrare in questa modalità, però tutti possiamo imparare ad apprezzare questo modo di fare scuola, di vivere l’Amore nella didattica, come in tutto il resto. Per loro, per i nostri alunni.

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